STORIA
Tutto inizia nel
lontano 1986, quando cinque amici di Asti (Linus Binello, Bob Sabatini, Lucas
Frassetto, Fabrizio Rizzolo e Susi Amerio) si trovano presso lo studio di Andrea
Passarino (il Boomerang studio) per registrare la cover di un pezzo di Ivano
Fossati "La mia banda suona il rock" e trasformarla in "La me Panda a perd i
toch". Il gruppo di amici continua ad incontrarsi e ad incidere varie cose,
senza continuità e per divertimento. Fino a che, qualche anno più tardi, nasce
il progetto Farinei dla brigna.
All'inizio del 1989, Fabrizio convoca gli amici e dice che nel suo studio (il
Thetastudio) si può registrare un intero lavoro del gruppo. Tutti aderiscono
entusiasti. Fabrizio Rizzolo: "Il nostro obiettivo sarebbe stato quello di diventare il
gruppo piemontese più famoso. Scrivemmo e registrammo i brani insieme e, mentre
loro lavoravano durante il giorno nelle loro normali occupazioni, io continuavo
a registrare e buttare giù delle idee, poi ci trovavamo tutti alla sera e le
vagliavamo facendo tardissimo! Era molto divertente!"
Ed ecco che mentre
la radio passava "Gimme five" di Jovanotti, esce la cassetta Ij farinej dla
brigna. L'idea iniziale era di fare canzoni in lingua piemontese divertenti e di
vario genere, con il passare degli album le composizioni diverranno sempre più
vicine al gusto musicale delle nuove generazioni, staccandosi dai canoni
tradizionali del Piemonte. Fin dal primo pezzo della cassetta si sente la
freschezza musicale del gruppo, "Cant'anche mi" ha dato inizio ad una
rivoluzione nel campo della musica dialettale. Oggi sono tanti i gruppi che
hanno seguito quella strada o che, partendo da quella base, sono poi approdati
ad un loro stile personale, un esempio per tutti i
Loscki
Bosky. Alcuni invece si sono spinti oltre ed in
un periodo in cui sono di moda i TRIBUTI hanno creato un gruppo di cover dei
Farinei (i Mejdalmass della zona del biellese), mentre alla creatività di alcuni
fan milanesi si deve il rifacimento in dialetto lombardo della canzone
"Balengo", rinominata "Pistola"!
Ma tutto ciò è ancora di là da venire nel lontano 1989. Il successo della
cassetta è fulmineo, la prima edizione viene bruciata in pochi giorni, le
successive ristampe vanno a realizzare un successo senza precedenti, le vendite
superano presto le 2.000 copie. Da un giorno all'altro molti giovani del
Piemonte possono cantare "ma cuma l'è che tüti ciulu e mi ciul nen" sulle note
della canzone "Tutti frutti", questo mette immediatamente di ottimo umore il
loro produttore discografico
Piero Montanaro, con la
cui casa discografica "Canterò" comincia un binomio di collaborazione che dura
tuttora.Tutti vogliono
sapere chi sono queste persone che nessuno conosce. Del resto l'immagine
della copertina li ritrae da bimbi ed il nome stesso, che in italiano
suonerebbe "monelli della prugna", non fa che attirare l'attenzione. Ci sono
i primi contatti per vederli e loro, il cui progetto inizialmente era di
essere un gruppo fantasma (ovvero di incidere solamente ogni tanto e non
farsi mai vedere), devono per forza cambiare le loro strategie! Linus, Bob e
Lucas fanno così la loro prima apparizione alla discoteca CAB 3, mentre
Fabrizio per il momento rimane in disparte a causa della carriera di
cantante (nella musica dance con lo pseudonimo di "Brian Ice"). Ma li segue
fuori dal palco. Nel 1990 esce il secondo lavoro, intitolato
semplicemente Farinei dla brigna II, che va a consolidare la loro fama.
Partecipano al Canta Piemonte e giungono secondi con il brano "Il safari cun
la jeep". Da questo momento in poi a chiunque chiediate in Piemonte il loro
nome non è più sconosciuto, tutti i visi si aprono in un sorriso e li
riconoscono. Nella nuova cassetta c'è la registrazione di "La me Panda a
perd i toch" (l'incisione è quella del 1986 nel Boomerang studio!), che
diventa un inno che i Farinei suoneranno dal vivo fino ai giorni nostri.
Nell'ottobre di quell'anno Linus Binello ha un incidente in moto, alcune
date sono già state confermate e Fabrizio Rizzolo lo sostituisce per il
periodo in ospedale.
Subito dopo, decide di mandare al diavolo lo "status di "Brian Ice", troppo
divertente uscire con i Farinei, e diventa parte del gruppo a tutti gli
effetti.
In questo periodo, con le canzoni "Son due ore che ti aspetto" e "Machu
Picchu", partecipano a "Sanremo Follies", "Cera una volta Fluff" e diverse
volte vengono persino catturati da "Blob". A proposito del pezzo "Machu
Picchu",
Giosef P. Baronio,
che allora iniziava a seguire il gruppo in qualità di fonico (soprannominato
"l'albanese volante" anche per alcune sue inimitabili danze alla console)
sentenzia: 'pezzo di rara fattura, ricco di contenuti, basato sull'assonanza
relativa a "piciu" ...cagata pazzesca! Io allora seguivo i Farinelli come
tecnico (avevo già suonato le chitarre a partire da "Balengo", primo brano
suonato da me) e come amico. Denotavo già balengheria a iosa, infatti ero
talmente poco invadente che un addetto della RAI esclamò "...ma i Farinei
sono in quattro o cinque...?"...e mi cacciarono in malo modo dal palco. La
cosa mi valse l'elezione a "PICIU DELL'ANNO". Un must... 'Le richieste per
cantare dal vivo si moltiplicano e gli impegni si susseguono, alcuni brani
compaiono su varie compilations e discomix. Dall'amico/produttore Piero
arriva il premio per avere venduto 10.000 cassette, un vero record italiano!
Nel 1992 è la volta di Farinei dla brigna III, la consacrazione definitiva
ed il termine di un ciclo. Se infatti nella prima copertina venivano
ritratti da bambini, nella seconda da adulti (un po' truccati da
delinquenti), qui abbiamo tre arzilli vecchietti alle prese con i loro
mestieri, tra le altre cose per queste copertine il truccatore ha nome
Francesco "Cirio" Martinetto, che ritroveremo più tardi. Ma sopratutto
durante l'anno di uscita di questo lavoro vengono chiamati a fare più di 35
date in tutto il Piemonte. Nell'anno successivo arriva il primo scossone:
Bob Sabatini, voce solista, lascia il gruppo! Al suo posto, viene chiamato
proprio lui, Giosef P. Baronio, che aveva già collaborato nella stesura dei
brani e dei testi di "Farinei dla Brigna II" e "Farinei dla Brigna III".
Fabrizio Rizzolo ci racconta: "Eravamo in autostrada, credo, quando dopo
estenuanti ricerche per sostituire Bob, tra cui contatti con cantanti di
Torino, ecc. ci rendemmo conto di una cosa semplicissima. Dissi: Ragazzi,
diciamoci la verità. è inutile andare a cercare in giro quello che abbiamo
in casa. Non possiamo ignorare che il naturale sostituto se non come
cantante sicuramente come componente per la nuova formazione è Giosef
l'albanese volante! Linus disse che effettivamente anche lui ci aveva
pensato, e anche Lucas fu d'accordo. Quello fu forse il primo vero momento
in cui capimmo che stavamo creando una tradizione più che un gruppo
musicale. Che i componenti erano importanti, sì, ma che comunque potevano
essere addirittura INTERCAMBIABILI, come era successo quando non c'era Linus
ed ora quando era uscito Bob. E questo modo di pensare continua a tutt'oggi,
se è vero, come è vero, che nelle formazioni ufficiali dei Farinei si sono
ormai alternati decine di elementi, andati e tornati e tornati e poi
riandati, e tutti balenghi a ragion veduta..."
Giosef P. Baronio ricorda: "Quando Bob se ne andò, ci fu un periodo di circa
due settimane di "black-out", in cui i tre Farinei pensarono a lungo, e poi
decisero di chiamarmi...una mazzata! Mi fece un piacere immenso, ma d'altro
canto mi spaventai a morte...Ricordo che la prima serata fu assolutamente
disastrosa, con il sottoscritto che tentava di imitare Bob...non riuscendoci
affatto! Bob è unico ed inimitabile, e prima di sviluppare il "personaggio"
Giosef, dovetti mangiare un bel po' di minestre..." Il loro spettacolo dal
vivo è preceduto da una breve introduzione di quattro brani cantati da Susi
Amerio, che continua a collaborare con loro come corista e in fase di
composizione della musica e dei testi in sala d'incisione fin dal primo
album. Poi parte lo spettacolo di quattro scatenati "balengo" che, cantando
dal vivo su basi musicali pre-registrate, fanno fare un sacco di risate
grazie ai loro intermezzi comici, oltre che alle loro trascinanti canzoni.
Ancora Giosef P. Baronio: "Lasciai il posto di tecnico a Francesco
Martinetto detto "Cirio" (per via dei folti capelli) e mi trasferii a far
danni sul palco. Allora viaggiavamo con le basi e quattro microfoni sul
palco, presto sostituiti con quattro radio-microfoni: l'idea era di fare uno
spettacolo con niente! Palco vuoto ma tante gag. Fabrizio conduceva e faceva
il fine dicitore, Linus gli rompeva le balle facendo il barotto/terrone, io
cercavo di fare il figo come Fab ma combinavo solo dei casini e Lucas faceva
il cattivo della situazione: situazioni azzeccate!" Partecipano in TV a
"Sanremo giovani" con il brano "Pumpa la musica" e a "C'era due volte",
subito dopo parteciparono anche a "non Sanremo famosi" sull'allora
Telemontecarlo, ma non solo, Pippo Baudo li richiama ancora a "Uno su mille"
a ripresentare il pezzo. In quest'anno nasce il fan club ufficiale, prima
solo nella mia natia Chieri, poi grazie al grosso apporto di Massimo Ratti
che è stato presidente del fan club a lungo, in tutto il Piemonte si
supererà la quota di 500 iscritti in un anno, ed una
fanzine dedicata
completamente al gruppo (scritta da me, ancora oggi...).
Fabrizio Rizzolo ci parla di quel periodo: "La formazione Lucas, Linus,
Giosef ed io è forse quella che personalmente mi ha fatto più ridere. Perché
come sai noi ridevamo di brutto anche sul palco (come succede tuttora), e
con quei tre era impossibile stare seri. Con Bob era diverso, lui trascinava
di più, era molto bravo, cantava quasi tutte le canzoni, quindi bastava
qualche tocco qua e là, ma con Giosef e gli altri era tutto un casino, non
sapevo mai dove andava a finire la gag, e spesso neanche la frase che stavo
dicendo! Una delle cose più naturali è stato che al debutto è quasi caduto
sul palco, una delle cose più assurde quando alla stadio di Asti ha gonfiato
un palloncino con il naso..." Ma presto ecco la vera rivoluzione: basta con
i concerti cantati su basi, i Farinei vogliono far sapere che sanno suonare!
Il gruppo si allarga con strumentisti in grado di accompagnarli dal vivo:
Fabrizio Spinoso alle tastiere, Giorgio Gardino alla batteria, Paolo Borio
al basso e Susi Amerio come corista. E nel 1994 esce Sort a Fora, che
presenta in copertina un piccolo pulcino che fa capolino da una porta (foto
scattate da Linus stesso!), il disco è musicalmente molto più vario dei
precedenti, presenta diversi brani di più ampi orizzonti musicali. Persino
un lento cantato in duetto da Fabrizio e Susi dal testo serio!
È di quel periodo un primo approccio con Gipo Viarengo che viene contattato per la tournee estiva; a tal proposito ci confida: "mi
chiamò Fabrizio e mi fece andare in sala prove con il resto del gruppo...
per me era una grande soddisfazione poter approdare ad un gruppo affermato
come i Farinei e quindi accettai l'incontro, quella sera conobbi musicisti
ed entourage. L'idea di fare serate in giro con loro era artisticamente
allettante ma proprio poco prima ero stato contattato da
Danilo Amerio che, dopo un buon piazzamento
al Festival di S. Remo, stava mettendo su la band che lo avrebbe
accompagnato in giro per l'Italia. Così, anche se a malincuore, fui
costretto ad abbandonare i FdB prima ancora di esibirci in pubblico, e
accompagnai i concerti di Danilo Amerio fino al 1997. Volli però, anche se
da spettatore, continuare a seguire le vicende dei FdB che per me
rappresentavano una realtà musicale da non lasciare perdere."
Infatti la tournee che segue è un successo che travalica i confini del
Piemonte, si comincia a pensare più in grande, così nascono le
partecipazioni alle trasmissioni TV "Festival Italiano" e "Tappeto volante"
nonché "Regalo di Natale". Entrano diversi nuovi elementi e si raggiunge
questa formazione: Linus Binello, voce e basso, Fabrizio Rizzolo, voce,
Lucas Frassetto, voce e tastiere, Giosef P. Baronio, voce e chitarra,
Roberto Cazzato, chitarra, Fabrizio Spinoso, tastiere, Davide Calabrese,
batteria, Paolo Borio, basso e Susi Amerio, cori. Nel corso dell'anno viene
inaugurato un nuovo "mega show", che gli organizzatori potevano scegliere in
alternativa al tradizionale. Oltre ai componenti succitati offre tre coristi
in più: Daniele Valenzano, Cristina Fassio e Silvia Benzi, poi Beppe Di
Filippo al sax e Francesco "Cirio" Martinetto agli effetti speciali, ben 14
persone sul palco! Fabrizio Rizzolo: "Di questo periodo il concerto a
Castagnole Lanze è sicuramente uno dei più bei ricordi. Tutto dal vivo, 14
elementi, come musicista mi sono sentito realizzato. Mai lo avrei pensato il
giorno che ho iniziato coi Farinei! Di realizzarmi come piciu magari sì, ma
non come musicista... e invece! Tutti i fans con le candele, gli striscioni,
e noi con i costumi, Paul "the kid" Borio, tutti vestiti da preti per "C'è
modo e modo"... non ho parole, è stato emozionante. Purtroppo il gruppo ha
una nuova defezione: Giosef P. Baronio lascia a fine tournee.
Si comincia ad intravedere un successo nazionale, esce quindi "Porti sfiga"
(1994) che è una raccolta di vecchi brani con un inedito (che da il titolo
all'album) e presenta in copertina i tre superstiti Farinei alla loro
apparizione da Mike Bongiorno a "Festival Italiano". Il pezzo ha successo,
viene anche scelto come sigla per alcune trasmissioni radiofoniche tra cui
"L'ambaradan" su rete 105, il gruppo comincia così una nuova serie di
concerti e si onora anche di fare da band per il grande
Franco Fasano,
accompagnandolo nel suo tour nazionale che li porta addirittura a Caserta,
dove "Pumpa la musica" ottiene un successo strepitoso.
Nonostante la tremenda alluvione del novembre 94 che quasi distrugge il
Thetastudio, i "nostri" non mollano. Anzi, ricostruiscono la sala
d'incisione, finanziandosi anche con alcune date nei pub, fuori dal
Piemonte. È un segnale: il brano "Ten dür" non è solo un motto, ma uno stile
di vita.Nel corso della tournee del 95 arriva così
Fabrizio Berta alle
tastiere al posto di Spinoso ed anche al sax c'è un avvicendamento con
l'arrivo di Michele Lazzarini (attuale sax di Tricarico e dei "Binario",
gruppo spalla ai concerti di Eros Ramazzotti nel 1998). Esce il video "All
thats Farinei" subito rinominato "Farinei 1989-1995 de celebrescion", che
racconta la vita del gruppo di allora ed i clip delle canzoni "Sort a fora"
e "Ten dür", nonché il nuovo lavoro Vivi dal vivo, (1995), la registrazione
del concerto eseguito ad Asti del 24 settembre 1995, che conta circa 3000
persone tra il pubblico incurante della pioggia battente!
Di quella memorabile serata Giosef P. Baronio ricorda: "Ricordo quella
sera...ero stato invitato da Fabrizio ad intervenire e magari a cantare una
canzone o due... peccato però che io fossi reperibile di anestesia in sala
operatoria. Beffa del destino: l'operazione era una torsione di testicolo...
posso dire di aver perso il concerto per un coglione! Arrivai giusto giusto
per sentire le ultime note..." Fabrizio Rizzolo: "Quello è stato un altro
momento assolutamente unico. L'uscita sul palco con le luci blu (vedi il
video di "Sort a fora") e gli applausi scroscianti sotto la pioggia hanno
segnato letteralmente la mia vita. È stato il coronamento del mio sogno. Lì
ho capito che ce l'avevamo fatta, e forse è lì che ho deciso che ero
arrivato alla fine del mio lavoro con i Farinei." Arriviamo al 1996, parte
il nuovo tour con brani ("Nati stunky" e "Voglio essere una star") che ad
oggi non sono mai stati incisi, ma con i Farinei non si sa mai!
Purtroppo in quell'anno arriva il momento più difficile nella storia dei
Farinei: viene il momento di scegliere se fare il grande passo, snaturare
veramente l'anima del gruppo e cominciare a fare canzoni in italiano per
raggiungere un pubblico più vasto oppure mollare. Fabrizio Rizzolo e Lucas
Frassetto sono convinti che, per il momento, non possono dare di più al
gruppo, dopo più di 40 brani composti è il momento di dedicarsi a nuovi
progetti. Linus Binello invece decide di continuare e di questo noi non
possiamo che ringraziarlo...
Fabrizio Rizzolo: "Ricordo quando Linus venne in studio e mi disse che lui
avrebbe voluto proseguire e, se non avevo nulla in contrario, lo avrebbe
fatto. Io fui molto felice di quella scelta. Così la tradizione continuava.
Se i Farinei potevano fare a meno di quasi tutti i componenti iniziali,
significava che avevamo ottenuto qualcosa di più di un gruppo, avevamo ora
un movimento. Sembrerà strano, ma per me è motivo di orgoglio non essere nei
Farinei e vedere che se la cavano così bene. Non posso ignorare il fatto che
è stata un'idea mia, anche se non si sarebbe assolutamente realizzata senza
gli altri, e quindi per me è come vedere un figlio che non ha più bisogno di
te, che va per la sua strada e così sai che anche se non sei lì hai lasciato
qualcosa per il futuro. Se consideri che l'atteggiamento dei Farinei è una
delle cose più belle e giocose della vita, penso di aver contribuito a
qualcosa di grande, e non c'è motivo per cui debba farne parte a vita se non
nello spirito. "
Così nel 1997 Linus sforna un nuovo, fiammante, gruppo: prende Daniele
Valenzano e lo promuove a alla voce solista, mantiene Susi Amerio come
seconda voce e cori e Fabrizio Berta alle tastiere, chiama un nuovo
batterista, Maurizio Dondi ed un nuovo chitarrista, Daniele Montanaro, che
tra l'altro è il figlio del produttore Piero: così il sodalizio si rinforza!
Parte un nuovo tour, qualche titubanza iniziale, ma i Farinei sono sempre
loro e non finiscono di stupire: partecipano al salone della musica di
Torino ed è nuovamente successo.
Nel 1999 Fabrizio Berta abbandona ed alle tastiere arriva
Jonathan Ruckman,
niente meno che un israeliano! Non fa in tempo ad imparare qualche parola di
piemontese che anche Daniele Valenzano lascia. Dalle ceneri del passato
torna alla grandissima Bob Sabatini, il mai dimenticato cantante di tutti i
successi "storici" dei Farinei, che per l'occasione cambia anche il suo nome
d'arte in "Bobo". Qualche mese ed anche Susi Amerio abbandona l'attività
live, si va in sala di registrazione (il Boomerang studio di Andrea
Passarino) per incidere l'ultimo lavoro dei Farinei: Sempri Farinei (2000)
l'album più suonato di tutti, che fa da ponte verso gli altri futuri lavori
e che presenta una trascinante cover di "Another brick in the wall"
intitolata "The cicu".
E arriviamo al 2001, in cui Jonathan Ruckman lascia il suo posto ed arriva
Gipo Viarengo, un grande acquisto per il gruppo!
All'inizio del 2002 il gruppo sta componendo i brani per la nuova fatica
discografica insieme ad un redivivo Giosef P. Baronio, cui viene proposto
non solo di comporre ma di entrare in pianta stabile anche dal vivo come
chitarra e voce. Giosef accetta prontamente, risalendo sul palco dopo un
incidente in moto che gli causò un grave problema alla mano sinistra. Giosef
P. Baronio: "...non credevo di tornare a suonare mai più dopo che, nella
primavera del 2000, mi sono fatto male... cos'è successo? Venite a scoprirlo
nei concerti! Pensate che ora mi firmo Giosef "nine fingers"! Comunque, gli
amici sono amici e, dopo essere ritornato a suonare e a comporre canzoni con
il gruppo, Linus, dopo essersi consultato con gli altri, venne da me e mi
chiese: "Cosa fai quest'estate? ...non prendere impegni, perché devi venire
a suonare con noi...!" è stato uno dei momenti più belli della mia vita..."
Così viene accantonato il disco nuovo per fare partire il tour con 6
elementi che porta il gruppo in giro per il Piemonte ed in vetta alla
classifica di
Happy Music tra le
band più scaricate.
In autunno il gruppo è ospite negli studi di Cologno Monzese di RETEA ALL
MUSIC, ove registra 14 brani per la trasmissione MUSIC ZOO, e vi ritorna, a
grande richiesta di pubblico, nel Febbraio 2003 presentando altri 12 brani.
A Febbraio riceve come riconoscimento una pergamena come artisti più votati
nell'ambito della manifestazione nazionale "Miss Padania" e si esibisce
sempre a Milano al Palalido assieme a Charlie Cinelli e Davide Van De Sfroos.